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Un infortunio abbastanza comune è quello della frattura alle costole, questo con è altro che una rottura, più o meno severa, di una o più costole della gabbia toracica. Nel caso in cui tu dovessi riscontrare una problematica di questo genere è importante sapere che è possibile richiedere un risarcimento assicurativo dalla frattura alle costole.

Esami strumentali: identificazione del problema

Affinché si possa ottenere il risarcimento assicurativo è fondamentale eseguire un riscontro strumentale. Tra le procedure usualmente più utilizzate per riscontrare la frattura di una o più costole figurano: Raggi X, TAC, Risonanza magnetica nucleare (RMN) e la scintigrafia ossea.

Raggi X: consentono di individuare la gran parte delle fratture costali.

TAC: grazie alle immagini tridimensionali permette di ricostruire l’anatomia interna del corpo.

RMN: attraverso i campi magnetici è possibile radiografare le costole fratturate e determinarne il grado di incidenza. Risulta essere uno dei sistemi più utilizzati per chi non vuole utilizzare mezzi con radiazioni.

Scintigrafia ossea: appartiene alla tipologia di esami di medicina nucleare ed è molto sensibile alla valutazione di qualsiasi alterazione ossea, evidenziando anche quelle meno evidenti.

Punti invalidità e risarcimento assicurativo

Dopo una valutazione strumentale del danno è possibile presentare la propria Perizia Medico Legale per la valutazione del risarcimento. L’ordine identificherà: il danno, la proposta di accordo, la negoziazione amichevole e l’eventuale azione giudiziaria.

Per ottenere il massimo valore di risarcimento ti consigliamo di affidarsi a una relazione medico legale di fiducia, per poi presentarla alla Compagnia di Assicurazione che sarà la base per il risarcimento.

Danno alla salute e danno Biologico

Per ottenere il risarcimento e la riconoscibilità dell’invalidità è importante comprendere come la Medicina Legale suddivida il danno. La valutazione del danno è considerata Biologica (statica) nel momento in cui la lesione attiene ai profili anatomici e funzionali; mentre è un danno alla salute (dinamico) quando l’incidenza delle lesioni sulla vita quotidiana è rilevante.

Invalidità permanente e temporanea

La domanda di invalidità per la frattura delle costole può essere divisa in permanente o temporanea.

Si considera un’invalidità temporanea quella condizione in cui il paziente risulta essere leso per un tempo limitato, usualmente poco dopo l’evento lesivo.

Nel caso vi sia un’invalidità permanente, cioè quella condizione fisica in cui non riesci o non puoi guarire totalmente, allora devi consegnare la richiesta dedicata.

Da un punto di vista tecnico, sia tu interessato all’invalidità permanente o temporanea, dovrai attenerti all’affermazione della Corte costituzionale 14.7.1986 n. 184 est Dell’Andro. In tale decisione vengono stabiliti i valori di risarcibilità del danno alla salute, basandosi sugli articoli 2043 c.c. e 32 Cost., svincolandosi dall’art. 2059 c.c.

Uno degli aspetti a cui devi porre particolare attenzione è quello del carattere patrimoniale. Oltre al risarcimento per il danno biologico dovuto alla frattura alle costole, potrai richiedere un risarcimento anche per danni-conseguenze di carattere patrimoniale, evidenziati nell’art. 32 Cost. e 2043 c.c.

Parametro rilevante su cui porre l’accento è il risarcimento per i congiunti in caso di decesso. Secondo la sentenza n. 372 del 27-10-1994, si è posto la problematica secondo la quale la morte di un congiunto possa comportare danni biologici in generale. Sebbene non sia semplice ottenere questa tipologia di risarcimento, è possibile riceverla in casi specifici o rilevanti.

ALBERTO ANGELIA

Sono uno scrittore specializzato nel settore assicurazioni e prestiti e vivo a Roma con la mia famiglia.

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