Prestiti Tra Privati Sicuri: Cosa sono e Come funzionano?

La linea di credito a mezzo banca o finanziaria può spesso aver bisogno di una tempistica non proprio celere.

Gli adempimenti richiesti sono svariati, ed oltre al tempo necessario per produrre la documentazione necessaria, bisogna considerare quello che sarà speso nell’attesa di un responso.

Molto spesso le esigenze di un privato non possono attendere tutto questo tempo, allora quest’ultimo preferisce rivolgersi ad un altro privato per ottenere questo credito in maniera più rapida.

Vediamo insieme, dunque, tutte le caratteristiche dei prestiti tra privati.

Le due tipologie di prestiti tra privati

I prestiti tra privati rappresentano un metodo di accesso al credito meno popolare.

Solitamente, quando si pensa ad ottenere un “aiuto” finanziario, il primo pensiero va alle banche ed alle finanziarie.

Se per alcuni versi il prestito tramite istituto finanziario può essere conveniente, è altrettanto vero che presenta alcune difficoltà soprattutto se i tempi sono ristretti.

Una buona alternativa, dunque, è rappresentata dai prestiti tra i privati, detti anche prestiti P2P. Qui però va fatta una doverosa distinzione tra:

  • prestiti regolamentati;
  • prestiti non regolamentati.

Approfondiamo insieme questi due iter diversi che, ovviamente, hanno i loro pro ed i loro contro.

I prestiti tra privati regolamentati

Tra i prestiti tra privati buona parte delle transazioni avviene mediante i prestiti regolamentati.

Le tutele che offrono questa tipologia di accesso al credito è ovviamente maggiore rispetto ai “non regolamenti” anche perché sono operazioni che coinvolgono anche un intermediario, dunque possono contare su di una maggiore supervisione.

I soggetti coinvolti in questa operazione finanziaria sono:

  • il prestatore, ovvero colui che decide di prestare parte del suo capitale ad un soggetto terzo, in modo da ricavare da questa operazione un utile mediante gli interessi;
  • il richiedente, vale a dire colui che beneficerà del prestito di questo credito che rimborserà nel tempo pattuito unitamente agli interessi.
  • piattaforma di social lending, che come dice il nome stesso è la “piazza” dove si incontrano domanda ed offerta.

I “pro” ed i “contro” dei prestiti regolamentati tra privati

Proviamo a fare un po’ di chiarezza classificando i “pro” ed i “contro” di questa tipologia di accesso al credito, raggruppando i vantaggi e gli svantaggi che esso presenta.

La tutela, uno dei “pro” più importanti per il prestatore

Tra i principali “pro” che i prestiti tra privati presentano, sicuramente troviamo una maggiore tutela.

Infatti, la piattaforma di social lending (come ad esempio Smartika o Prestiamoci) è oggetto di controllo da parte della Banca d’Italia, quindi tutte le sue operazioni sono effettuate in piena e totale tutela dall’organo bancario centrale.

Una ulteriore garanzia nei confronti degli utenti delle società di social lending è rappresentata da un fondo di Garanzia, un servizio che offrono alcuni intermediari a tutela del prestatore in caso di rata insoluta. La “protezione” di questo fondo è automatica per gli importi inferiori a 1.000,00 euro mentre e facoltativa per gli importi superiori.

Queste piattaforme, al pari delle banche o delle società finanziarie, richiedono ovviamente delle garanzie per l’erogazione del denaro. Spesse volte limitando l’accesso al credito, in base alla sostenibilità dell’operazione. In particolar modo prestano particolare attenzione affinché il prestito non superi il 35% circa del reddito lordo documentato dal richiedente.

Alternativamente, sempre mediante la piattaforma dell’intermediario, può essere attivata una polizza assicurativa a protezione del credito. In modo che l’assicurazione possa venirci in aiuto nel caso in cui il richiedente non onori il debito sottoscritto.

Una struttura aziendale più snella, un vantaggio per tutti gli attori

La struttura di una società di social lending è molto più snella rispetto a quella di un istituto di credito, pertanto, le spese di istruttoria risultano minori rispetto a quelle solitamente applicate dagli uffici bancari.

Tutto ciò si traduce, sia per il prestatore che per il fruitore del prestito, in un beneficio sia in termini economici ma anche in termini di tempistiche. Quest’ultime, ovviamente, più rapide rispetto a società maggiormente strutturate con linee gerarchiche più elaborate.

Scelta del profilo di rischio dell’operazione, una valutazione tutta del prestatore

Uno dei fattori più apprezzati dai soggetti che decidono di investire parte del proprio patrimonio nei prestiti tra privati è la scelta del profilo di rischio.

In base ai dati raccolti nella richiesta del potenziale creditore viene stilato, da parte della società di social lending, un profilo del cliente con relativo livello di rischio.

Questo dato è a disposizione dei prestatori, i quali in base ad esso e ovviamente alle condizioni del credito (durata, interessi, rata) sceglieranno se elargire o meno tale credito.

Una scelta consapevole, questa di assegnare un rating diverso ad ogni potenziale debitore, che aiuta il prestatore a scegliere l’operazione più congrua alle sue esigenze.

Le tempistiche, il plus più apprezzato dai richiedenti

Come detto in precedenza, le procedure più rapide e snelle sono apprezzate da tutti questi attori del credito. Lo sono in particolare per i richiedenti i quali si rivolgono al prestito tra privati per avere credito nel breve termine.

C’è inoltre un sostanziale vantaggio in questa metodologia di accesso al credito. Infatti, il saldo della rata, che avviene mediante RID, è in quota proporzionale. Vale a dire in parte quota del credito ed in parte interesse.

I “contro” del prestito tra privati regolamentato

Sono davvero pochi i contro di questo genere di operazioni. Soprattutto se consideriamo che abbiamo già citato gli strumenti a tutela del prestatore in caso di insolvenza della rata (fondo di garanzia e polizza assicurativa).

Potremmo parlare di un solo grosso limite che riguarda principalmente il richiedente.

Ovvero che l’accesso al credito “peer to peer” è solitamente consentito per importi non estremamente alti. Il motivo è da ricercarsi nei tempi del credito, che sono generalmente molto più stretti rispetto a quelli concessi dagli istituti bancari. Fattore che, inevitabilmente, non fa spingere “oltre” in termini di cifre chi presta il denaro.

I prestiti tra privati non regolamentati

Molto diffusi, soprattutto per cifre basse o inique, sono i prestiti tra privati non regolamentati. Si tratta di operazioni che avvengono principalmente tra familiari o persone con cui si ha un legame affettivo molto stretto, ma non solo.

I prestiti tra privati “non regolamentati” possono essere divisi in tre diverse categorie:

  • prestiti tra privati tutelati da scrittura privata;
  • prestiti tra privati epistolari;
  • cambiali.

I prestiti tra privati con scrittura privata

Questi crediti vengono formalizzati mediante una scrittura privata che va a stabilire le condizioni  concordate da entrambe le parti. Questa forma è utile soprattutto a tutela di entrambi i soggetti che potrebbero essere oggetto di verifica del trasferimento del denaro da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Questo credito può essere fruttifero, ovvero che produca un interesse a chi presta il denaro (fermo restando le soglie di legge contro i tassi usurai) oppure infruttifero, quindi pro bono.

È importante sapere che il debitore, in questo caso, contrariamente ai mutui bancari, non potrà fare la detrazione degli interessi passivi.

È fondamentale che in tale scrittura privata compaia il riferimento legislativo, ovvero: “contratto di mutuo redatto secondo le norme di cui all’art. 1813 cc e seguenti”.

I prestiti tra privati epistolari

Sono quei prestiti che vengono dimostrati mediante scambio epistolare, quindi corrispondenza.

Ovviamente nel testo della lettera, come nel caso del prestito per scrittura privata, devono essere riportati dettagliatamente tutti gli estremi dei sottoscrittori e le condizioni concordate dalle parti.

Cambiali

I prestiti tutelati da cambiale erano un mezzo di tutela in grande voga fino agli anni 90. Questo titolo di credito necessita del pagamento di una imposta di bollo pari al 12 per mille dell’importo della cambiale.

In caso di insolvenza, il creditore, entro i termini di legge, potrà presentare una istanza al giudice per richiedere un decreto ingiuntivo di recupero del credito.

ALBERTO ANGELIA

Sono uno scrittore specializzato nel settore assicurazioni e prestiti e vivo a Roma con la mia famiglia.

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