prestito postepay evolution per cattivi pagatori

L’istituto Poste Italiane offre a tutti coloro in possesso della carta e del conto Postepay Evolution (l’evoluzione della classica carta PostePay) la possibilità di chiedere un prestito. Vediamo qui di seguito di cosa si tratta, come richiederlo e cosa succede ai cattivi pagatori.

Carta Postepay Evolution: mini prestito BancoPosta

Il prestito BancoPosta è definito “mini” proprio per il suo importo ridotto. Infatti, l’importo concetto parte da un minimo di 1000 euro fino ad arrivare ad un massimo di 3000 euro. Poste Italiane impiegano veramente pochi giorni ad accettare la domanda e a versare l’importo richiesto.

Quest’ultimo verrà versato direttamente sul proprio conto Postepay Evolution. Infatti avere una propria carta Postepay Evolution è un requisito indispensabile per riuscire a richiedere ed ottenere il prestito.
Il rimborso di questo prestito verrà addebitato direttamente sulla propria carta Postepay Evolution, ogni mese, per 12 mesi.

Prestito Postepay: chi lo può richiedere

Per ottenere il prestito Postepay concesso da Poste Italiane bisogna avere determinati requisiti:

  • Bisogna possedere una carta e un relativo conto Postepay Evolution;
  • È necessario avere la cittadinanza italiana e ed essere residenti in Italia;
  • Avere un età compresa tra i 18 e i 76 anni;
  • Essere in possesso di una pensione o avere un reddito dimostrabile;

Il prestito può essere richiesto da:

  • Dipendenti che possiedono una regolare busta paga e quindi un reddito dimostrabile;
  • Pensionati;
  • Lavoratori autonomi in possesso dell’ultima dichiarazione dei redditi.

Dopo aver fatto richiesta preso il proprio ufficio postale, un consulente valuterà la richiesta e, se la situazione finanziaria lo permetterà, il prestito sarà concesso. Però, se il richiedente risulterà iscritto al Crif (in cui vengono inseriti i cattivi pagatori), il prestito non verrà concesso.

Prestito Postepay: come funziona per i cattivi pagatori?

La richiesta di prestito potrebbe essere rifiutata se il richiedente non avesse un reddito sufficiente per pagare il rimborso relativo al finanziamento oppure se risultasse inserito nella lista dei cattivi pagatori.
Nel caso in cui non si fosse in possesso di una busta paga oppure si risultasse cattivi pagatori, è possibile rivolgersi a metodi alternativi per ottenere il prestito attraverso le Poste Italiane.

Prestito Poste Italiane: soluzioni alternative per la richiesta

Ci sono diverse soluzioni alternative per poter richiedere un prestito attraverso le Poste italiane, anche se non si possiedono alcuni requisiti oppure in caso di rifiuto della domanda. Una di queste è la cessione del quinto, studiata soprattutto per pensionati, i dipendenti statali, privati e pubblici. In questo caso l’addebito delle rate mensili relative alla restituzione del prestito vengono addebitate direttamente sullo stipendio o la pensione.

Oltre, a questa, un’altra soluzione potrebbe essere quello della delega di pagamento, detto anche doppio quinto. Questo metodo consente, a chi ha già intestata una cessione del quinto, di aumentare l’importo relativo alla restituzione del prestito. Ovviamente, la rata massima del rimborso non deve superare il 20% relativo al reddito mensile netto.

Un ulteriore metodo di restituzione del finanziamento, è il prestito cambializzato. Questo nel caso in cui il prestito richiesto a Poste Italiane venisse rifiutato. I suo funzionamento è molto semplice, alla base c’è la cambiale a garanzia, che fa parte dei prestiti non finalizzati.

Prestito con carta Postepay Evolution: motivi del rifiuto

Il prestito mini Postepay può essere negato per svariati motivi, come succede per altri tipi di prestito:

  • Il richiedente non ha mai richiesto finanziamenti: finanziarie e banche non concedono presiti a chi non è mai chiesto altri prestiti o comunque, non è mai stato impegnato in rimborsi rateali;
  • Il richiedente possiede troppi debiti: probabilmente il prestito non sarà erogato se i prestiti intestati sono molti e soprattutto intaccano notevolmente il reddito mensile;
  • Il richiedente ha richiesto altri prestiti senza aver fatto trascorrere almeno 12 mesi tra una richiesta di finanziamento e un’altra;
  • Il richiedente è già garante per il prestito non estinto correttamente, di qualcun altro. Il comportamento negativo del relativo richiedente potrebbe ricadere sul garante in questione;
  • Il richiedente ha effettuato più richieste di finanziamento, in diversi istituti finanziari, in uno stesso arco di tempo. In questo caso, se un’altra banca, ad esempio, nota diverse richieste di prestito può respingere di default la richiesta presso il suo istituto;
  • Il richiedente non ha un reddito mensile sufficiente per poter pagare tutte le rate mensili richieste, relative al prestito. Solitamente questo succede se si possiede un contratto di lavoro precario, come quelli a tempo determinato o quelli tipicamente da stage. Secondo gli istituti di credito, per poter pagare le rate previste, serve un reddito fisso che possa essere dimostrabile;
  • Il richiedente possiede un età anagrafica che non rientra nei canoni massimi stabiliti dalla finanziaria per richiedere dei prestiti. Infatti, non si devono superare i 75 anni per i finanziamenti classici e gli 85 anni per poter utilizzare la modalità relativa alla cessione del quinto.

ALBERTO ANGELIA

Sono uno scrittore specializzato nel settore assicurazioni e prestiti e vivo a Roma con la mia famiglia.

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